Costruiti per non durare

Come si è profusamente scritto nei giorni scorsi, il MacBook Pro con Retina Display guadagna in leggerezza e bellezza a scapito di apertura e sostenibilità nel tempo. In altre parole, è un computer totalmente chiuso, non espandibile e difficilmente riparabile1: Apple decide quanto diventa obsoleto e a quel punto c’è poco da fare. A riguardo Khoi Vinh:

Questa è l’epoca in cui viviamo. Ancora prima che Steve Jobs iniziasse il suo secondo lavoro a Apple, era già vero che l’hardware stava diventando più economico da rimpiazzare piuttosto che da riparare o aggiornare. Ma ora, grazie in parte all’influenza di Apple e al suo successo, abbiamo fatto nostro questo modo di pensare così bene che non vogliamo un hardware che sia capace di durare per più di due o tre anni. Nel momento in cui un portatile raggiunge il suo terzo compleanno, molti di noi iniziano a pensare ad un sostituto. (via IMM)

Non solo non esiste un iPhone o un iPad, né un portatile, capace di durare nel tempo ma la gente neppure lo vorrebbe. Questo desiderio di morte sottaciuto nei confronti dei nostri gadget elettronici venne ben descritto in un articolo dell’Atlantic, “Replacement Therapy“. Siamo noi stessi a chiedere l’obsolescenza dei prodotti che possediamo, nella speranza che questo autogiustifichi l’acquisto di una nuova versione degli stessi. I prodotti Apple, sono meravigliosi ma non durano nel tempo, e questo li rende un po’ meno perfetti.

(‘Riguardo al tuo vecchio iPad: se sicuro sia necessario cambiarlo?‘)

Una delle più grandi delusioni personali a seguito del WWDC trascorso è stata la dichiarata incompatibilità di iOS 6 con la prima generazione di iPad. Lo so che è un prodotto nuovo, e quindi più degli altri in continua evoluzione. Lo so, il progresso, i prodotti cambiano in fretta e quelli vecchi vanno lasciati indietro. Chiamasi evoluzione. Ma iOS 6 non è così diverso dal 5, e dietro alla non compatibilità ci sta solo questo: la decisione, da parte di Apple, che il ciclo di vita di un tablet si aggiri attorno a poco più di due anni.

  1. Garrett Murray, e la maggior parte di coloro che accettano e difendono questa tendenza, fanno notare come al consumatore medio non interessi né installare RAM, né riparare i prodotti, né l’eticità degli stessi. Sono molto più interessati alla potenza e alla bellezza. Ed è certamente così. Ma in che modo il disinteresse verso un argomento importante — quale sostenibilità e durata nel tempo — giustificherebbe qualcosa?


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