La Apple dei motori di ricerca

La ricerca interna a questo sito da alcuni giorni è affidata a DuckDuckGo, motore di ricerca, lanciato nel 2008, che di recente ha raccolto un rinnovato interesse grazie ai cambiamenti avvenuti in Google1.

Scrive il The Daily, in un articolo che include anche testimonianze e dichiarazioni del co-fondatore e attuale CEO Gabriel Weinberg:

Il team di DuckDuckGo al lancio era concentrato sull’eliminazione aggressiva dello spam dai risultati di ricerca e nel creare un’interfaccia semplice, pulita, “tipo come era Google quando è stato lanciato”, ha detto Weinberg. Da un punto di vista del design “siamo la Apple dei motori di ricerca”. (via Shawn Blanc)

È interessante la frase “come era Google quando è stato lanciato”. È interessante perché dietro all’interesse per DuckDuckGo, o Bing, pare ci sia più che un miglioramento improvviso degli stessi un peggioramento improvviso di Google. Google sta riempiendo il suo motore di ricerca di orpelli inutili, rendendo le alternative sempre più interessanti.

La privacy policy di DuckDuckGo è molto semplice, la si riassume con poche parole: DuckDuckGo non raccoglie in alcun modo i dati degli utenti, fine. Il suo motore di ricerca permette di trovare materiale in rete, senza le cose strane che Google ha iniziato a costruire attorno e dentro questo semplice strumento.

Nonostante Google da tempo dica di voler percorrere la strada della personalizzazione per migliorare il proprio motore in realtà sta sacrificando il funzionamento dello stesso per tenere in vita un prodotto scadente quale Google Plus. E nel tenere in vita Google Plus, sta rovinando l’unico strumento che la rendeva davvero superiore e competitiva.

  1. Google Plus e la criticata integrazione dello stesso nei risultati di ricerca





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